Quegli occhietti vispi e pensierosi in prima pagina sono di Duffy, che per sei splendidi anni è stato il migliore amico e il compagno di vita di Stefania. Duffy è l’emblema dell’abbandono e della rinascita: ecco la sua storia.
Era una sera molta calda e afosa dell’agosto 1999, mezzanotte circa. Stefania sta tornando a casa in auto, dopo una serata di svago con gli amici; d’un tratto nota, sul marciapiede, un cagnolino di piccola taglia, magro, denutrito, zoppicante: in una parola, l’ennesima vittima dell’abbandono. Inutili i tentativi di avvicinarlo: il piccolo è terrorizzato, corre da una parte all’altra della strada; a malincuore, meglio desistere, almeno per quella sera.
Poi, un evento tragico che, però, segnerà l’inizio di una nuova vita per Duffy: sopraggiunge un’auto all’improvviso, lo investe, lui resta sdraiato sull’asfalto! Stefania corre verso di lui: è vivo, respira, corsa folle in una clinica veterinaria aperta anche di notte. Diagnosi: nulla di grave, piccola frattura al bacino che si sistemerà in pochi giorni.
Duffy è salvo e da quel giorno sarà il compagno di vita di Stefania. Sei anni di vita insieme, vissuti intensamente, l’uno per l’altra, un rapporto speciale, come solo un rapporto con un cane può essere.
Tutto splendido, fino al tragico evento, che segnerà per sempre la vita di Stefania: il 5 settembre 2005 Duffy, mentre si trova al parco, felice di correre insieme alla sua Stefania e a tanti altri cani, all’improvviso viene aggredito da un altro cane, di taglia gigante. Altra corsa folle in clinica: questa volta, però, la diagnosi è terribile! Nonostante due interventi e dieci giorni di ricovero in clinica, Duffy non ce la fa e il 15 settembre lascia la sua Stefania sola, piena di ricordi e di amarezza.
A Lui è dedicata questa Associazione, a Lui che ora è Lassù sul ponte dell’arcobaleno…
